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AMBITO EDUCATIVO PREVENTIVO

AAVV.
A scuola con il corpo
La Nuova Italia, Firenze 1974.

AAVV.
Il corpo nella dinamica educativa
Emme ed., 1976.

Affanni P.
Psicomotricità e difficoltà di apprendimento
I.S.U., 1988.

Albanese A., Pavan B.
Quale Psicomotricità?
Ed. Il Cerro, Pisa, 1990
Il testo di divide in due parti: nella prima c’è un interessante esposizione dei fondamenti teorici della psicomotricità e una distinzione tra educazione, riabilitazione e terapia, accennando anche al diverso iter formativo necessario per accedervi; nella seconda parte il testo si cala nella pratica, dando indicazioni anche di esercizi e attività da proporre ai bambini nonché degli strumenti tecnici per programmare ed attuare un intervento di educazione psicomotoria nella scuola. In definitiva un breve testo di base adatto a chi voglia avere un’idea della pratica psicomotoria in generale e nel campo educativo.

AAVV
A scuola con il corpo, Quaderni M.C.E
La Nuova Italia, Firenze 1974
Questo è uno dei primi testi in cui viene ribadita con forza, sia in termini teorici che pratici/didattici, l'importanza del corpo nella relazione educativa ed il ruolo della scuola come luogo dove accogliere dei bambini 'interi'. Risulta attuale anche dopo 25 anni.

A.A.V.V.
Il comportamento psicomotorio a scuola
Il Mulino Editrice 1979
L’intero volume è il prodotto di un lavoro di rielaborazione di osservazioni, compiute da ricercatori nelle classi della scuola elementare.
La ricerca è stata condotta prendendo come oggetto di analisi il "movimento" e sottolineandone la correlazione esistente con altre categorie ( lo spazio - classe, il materiale - penna, il tempo - scuola, l’interazione insegnanti - gruppo classe et.).
L’interesse è al movimento come espressione della sintesi tra corporeità, affettività ed intelligenza.
Obiettivo della ricerca è proporre una nuova pista metodologica di analisi della realtà operativa scolastica, con attenzione al complesso sistema di interazioni del gruppo - classe e non al comportamento del singolo.
L’educazione psico - motoria in questa ottica assume il ruolo di un impegno educativo unitario, in cui sono collocabili comportamenti sociali e sistemi comunicativi interagenti con i processi cognitivi legati all’apprendimento.

Bernardi E., Canevaro A., Ferioli L.
Il comportamento psicomotorio a scuola
Il Mulino, Bologna 1982
In questo testo vengono raccolte le rielaborazioni del gruppo di ricerca sull'educazione psicomotoria nella scuola primaria dell'istituto di Psicopedagogia dell'Apprendimento dell'Emilia romagna, in cui si definisce il comportamento psicomotorio come osservabile all'interno del contesto educativo in ogni momento della vita scolastica del bambino.

Biagini A.
Educazione Psicomotoria
Nicola Milano Editori 1990.
L’autrice propone in questo testo un modello operativo scolastico, educativo e psicomotorio, orientato al processo di integrazione scolastica del bambino con handicap.
" Il bambino apprende soltanto ciò che lo coinvolge completamente: integra solo ciò che passa attraverso la sfera emotiva, attraverso il proprio corpo o , meglio, la propria dimensione corporea".( Biagini, 1990).
Molto interessante la lettura comparata di un percorso che vede bambini ed adulti impegnati nella stessa esperienza e che mette in evidenza l’importanza di una formazione, teorica e pratica, degli operatori scolastici.
Il testo si conclude con la descrizione degli elementi fondamentali per la pratica educativa psicomotoria, attraverso l’analisi di alcuni termini: seduta, percorso, progetto, struttura della seduta, metodologie ecc.

Borgemino L.
Psicomotricità per apprendere: metodologia nella scuola per l’infanzia
Mandese, 1984.

Borgogno E.T.
Educazione psicomotoria
Omega, Torino 1983
In questo testo l'autrice, avvalendosi della sua esperienza nel campo, parte dalla definizione di sviluppo psicomotorio e ne descrive in modo semplice, organico e completo, i vari elementi: l'organizzazione spaziale, la motricità, lo schema corporeo, la lateralità, la prensione, ecc, per inserirli in un progetto educativo psicomotorio che tenga conto dell'osservazione del livello di sviluppo e del possibile intervento educativo.

Borgogno E.T.
Educazione psicomotoria nella scuola materna e elementare
Omega, 1988.

Brusa, Conti, Ferri, Tinto
Percezione e Psicomotricità
O.S. Firenze, 1979
Il testo espone un’esperienza didattica svolta nell’ambito della scuola elementare da due insegnanti; è presente una breve introduzione teorica, mentre tutto il volume si basa prevalentemente sulla presentazione di "schede di apprendimento" su: percezione, relazioni spaziali, relazioni temporali, verifica.

Calecki M., Thevenet M.
Lo yoga a scuola: schede operative di ed. psicomotoria
Giunti Lisciani, 1988.

Canevaro A.
Dalla psicomotricità ad una diversa educazione fisica
Omega, 1983.

Catapane A.
Acrobazie, lotte e percorsi: guida all’educazione psicomotoria nella scuola
Armando, Roma 1985.

Cazzago P.
Dal vissuto al simbolo: curricolo psicomotorio per i b. di 4 anni
La Scuola, 1994.

Coste J.C.
La psicomotricità
La Nuova Italia, Firenze 1984.

Gamelli Ivano
Pedagogia del corpo - Educare oltre le parole
Meltemi editore, Roma 2001.

Gazzano Pirani E.
Educazione psicomotoria (n. 1 e n.2)
Scuola Vita, Milano 1979
In questi due testi l'autrice sviluppa il tema dei rapporto tra apprendimento scolastico e educazione psicomotoria avvalendosi dell'esperienza di sperimentazione condotto presso alcune scuole elementari di Milano, alla fine degli anni '70 . Vengono, quindi, esaminate e proposte, sottoforma di esercizi, alcune situazioni atte a sviluppare: le relazioni spaziale, le relazioni topologiche, la postura sia sul piano motorio che grafico-rappresentativo fino alle relazioni logico-matematiche connesse a tali apprendimento.

Groppo M. (a cura di)
Educazione motoria: insegnare con i Nuovi Programmi nella scuola elementare
Fabbri, Milano 1988.

Lapierre A., Aucouturier B.
I contrasti e la scoperta delle nozioni fondamentali       Sperling & Kupfer Milano1978
Le associazioni                                                              Sperling & Kupfer Milano1980
Le sfumature                                                                Sperling & Kupfer Milano1981
Ecco la trilogia dei testi prodotti agli inizi degli anni '80 dagli autori che introducono una visione nuova dell'educazione del bambino. Vengono forniti soprattutto strumenti pratici, validi e ben descritti delle possibilità di organizzazione dell'intervento educativo da parte dell'insegnante, intervento che tenga conto della globalità dell'esperienza dei bambini. Si approfondiscono le nozioni fondamentali nel primo testo, (che è, forse il più letto e conosciuto dei tre) fino a forme più raffinate e a volte un po' troppo complesse dei successivi due.
Ogni tema generale o specifico viene analizzato nella sequenzialità della proposta che parte dall'esperienza corporea, passa attraverso l'introduzione degli oggetti e arriva alla rappresentazione. Sembra in potenza essere presente quello che poi diventerà un'attenzione al passaggio "dal piacere dell'agire al piacere di pensare", sviluppato poi successivamente, ma in modo diverso, dagli autori.

Lapierre A e A.
L’adulto di fronte al bambino
Armando, Roma, 1996
Con questo testo gli autori intendono spiegare, attraverso l’esperienza svolta in asili nido, il significato di "psicomotricità relazionale", sottolineandone sia i presupposti teorici che la sua evoluzione. Inoltre vengono esplicitati in modo specifico le condizioni materiali e le varie proposte ed anche le possibili risposte dei bambini attraverso la descrizione di alcune situazioni reali.

Lapierre A., Aucouturier B.
La simbologia del movimento
Edipsicologiche Cremona 1978
Il testo riporta il tentativo di rintracciare le tappe dell’evoluzione del movimento, non più su un piano neuromotorio e cognitivo, ma su un piano simbolico del movimento spontaneo vissuto in relazione con l’oggetto e con l’altro.
Un percorso sulla via delle pulsioni, dei desideri primitivi e dell’inconscio, simbolicamente espressi attraverso il corpo e il movimento nella loro significazione affettiva.
E’ una tappa in qualche modo "epistemologica" che segna il passaggio da una concezione psicomotoria essenzialmente normativa e razionalista ad una teoria dei processi evolutivi basata sul valore simbolico delle esperienze spontaneamente vissute dal bambino.

Lapierre A., Aucouturier B.
Il corpo e l'inconscio in educazione e terapia
Armando, Roma 1 982
Gli autori partendo dalla loro esperienza maturata in ambito educativo, formativo e terapeutico offrono al lettore una struttura teorica che si aggancia alla dimensione pratica. Il tema che viene sviluppato in tutto il libro e che è ritenuto un tema di tipo esistenziale è la dinamica tra perdita dei rapporto fusionale e accesso all'identità. La psicomotricità rappresenta, per gli autori, la possibilità di presa di contatto con queste polarità che permette il passaggio dalla fusionalità corporea all'apertura verso l'autonomia e il simbolico.

Le Boulch J.
Verso una scienza dei movimento umano. Introduzione alla psicocinetica
Armando, 1971
Pionieristico o classico? Quello che sicuramente rappresenta questo testo è uno dei primi tentativi di collegare la 'relazione motoria' con quella "intellettuale ed affettiva" del soggetto con il mondo esterno il movimento con l'espressività, con il comportamento, con l'attività ludica.

Le Boulch J.
Educare con il movimento
Armando, Roma, 1971
Il titolo del testo viene spiegato mediante la definizione di movimento che viene fornita: il movimento come base della costruzione stessa della personalità in cui l’atto motorio diviene un momento socializzante e di relazione cosciente dell’individuo con l’ambiente. Secondo l’autore, quindi, scopo dell’intervento educativo è quello di facilitare i processi psicocinetici e psicomotori agendo razionalmente sul corpo, (mediante il movimento), inteso come centro e punto di riferimento di tutte le esperienze. Il testo di divide in tre parti: introduzione teorica, pratica, esercizi e giochi

Le Boulch J.
Lo sviluppo psicomotorio dalla nascita a 6 anni
Armando, Roma 1989.

Le Boulch J.
Educazione psicomotoria nella scuola elementare
Unicopli, Milano 1989.

Loudes J.
L’educazione psicomotoria e l’attività fisica
Armando, Roma 1988.

Lurçat L.
Il bambino e lo spazio - il ruolo del corpo
La nuova Italia, 1980
L’autrice ha compiuto le sue prime ricerche insieme a H.Wallon e ne conserva la matrice anche in questo volume dove vengono presentati alcuni studi sul processo di acquisizione dello spazio per il bambino. In particolar modo viene effettuato un collegamento tra percezione di sè, rappresentazione dello spazio e linguaggio.

Malpeli G.
L’educazione motoria nella scuola elementare
La Scuola, 1990.

Maigre A., Destrooper J.
L’educazione psicomotoria
Ed. Paoline, Milano 1978.

Manuzzi Paola
Pedagogia del gioco e dell'animazione - Riflessioni teoriche e tracce operative
Edizioni Guerini, Milano 2002.

Mariotto
Educazione psicomotoria
Sperling & Kupfer, Milano.

Massaro E., Cinque S.
Guida alle attività psicomotorie
Ed. La Scuola, Brescia 1 982
Rappresenta un tentativo di passare dall'ottica di una educazione fisica alla psicomotricità attraverso i concetti di schema corporeo, organizzazione spaziale, lateralità, schemi posturali, presentati soprattutto attraverso esercizi e situazioni stimolo.

Nicolodi G.
Maestra Guardami
Csifra, Bologna 1992
Questo testo, che si avvale di una prefazione di B.Aucouturier, rappresenta un punto di svolta nella concezione di educazione psicomotoria descrivendo il passaggio dal pensare la psicomotricità come ciò che ha permesso la scoperta delle connessioni tra "corpo e mente", all'introduzione di un terzo elemento che fonda la relazione anche tra corpo e emozione. I temi affrontati sono di grande interesse quali: il gioco senso-motorio e simbolico (analizzati sia sul piano evolutivo che educativo) ma anche la programmazione dell'attività psicomotoria, i diversi contesti di intervento (nido, scuola materna, elementare), le situazioni particolari dove educazione diventa prevenzione. Infine viene esaminato il concetto di schema corporeo dal punto di vista concettuale, evolutivo, operativo secondo la definizione di diversi autori.

Nicolodi G.
Maestra aiutami
Ed. CSIFRA, Bologna 1995.

Pesci G. ( a cura di )
Il Corpo nella Relazione
Armando Editore 1991
E’ un lavoro a più voci scritto da A. Lapierre e dagli allievi della sua scuola.
Il campo di azione è la psicomotricità relazionale ed i contenuti su cui il lettore è spinto a riflettere sono la centralità del "corpo nella relazione", il valore "simbolico della relazione", la "significanza" del corpo e la "fantasmatica corporea" , in spazi di relazione sia educativa che formativa e terapeutica.
Il testo comprende trattazioni teoriche degli argomenti e resoconti di esperienze.

Picq L., Vayer P.
Educazione psicomotoria e ritardo mentale
Armando, Roma 1971.

Romano, C.
Corpo, itinerario possibile: una metodologia di formazione per insegnanti
Giunti Lisciani, Firenze 1988
Questo rappresenta un testo dedicato alla formazione degli insegnanti in cui viene descritta l'importanza di una "competenza" dei docenti alla dimensione corporea sia attraverso una introduzione teorica che mediante l'esplicazione di alcune situazioni da proporre.

Romano G. (a cura di)
Piccole sedute: proposte di ed. psicomotoria nella scuola dell’infanzia
La nuova Italia, Firenze 1993.

Sattler Morini J.
Basi teoriche della psicomotricità
Oppici, Parma 1979

Vayer P.
Educazione psicomotoria in età scolare
Armando, Roma, 1974
In questo lavoro l’autore si rivolge allo stadio dell’organizzazione del mondo e dell’integrazione in esso da parte del bambino in età scolare (dai 5 agli 8 anni); vengono affrontate le tematiche relative allo schema corporeo, al movimento, all’organizzazione dello spazio e del tempo, alla grafomotricità sottolineando come, in questa fase di sviluppo, l’interesse prioritario dell’educazione psicomotoria debba essere rivolto agli apprendimenti scolastici definendone le tappe educative.

Vayer P.
Educazione psicomotoria in età pre-scolare
Armando, Roma, 1989
Il testo ci da degli elementi per orientarci nella fase di sviluppo del bambino dai 2 ai 5 anni sottolineando il tema della costruzione dell’Io corporeo del bambino di fronte al mondo degli altri e degli oggetti. Oltre a quest’introduzione teorica, il testo da soprattutto indicazioni per quanto riguarda le applicazioni pratiche ed, infine, termina con una sorta di "vocabolario" psicomotorio.

Vayer P, Destrooper J.
Il corpo nella dinamica educativa.Il disadattamento come paralisi della comunicazione
Emme, Milano 1976
Gli autori si collocano in un filone che, rispecchiando l'ideologia dell'epoca, sottolineano l'anacronistico e sorpassato mondo della scuola in relazione all'azione pedagogica con gli handicappati o i disadattati. In alternativa viene proposto un modello pedagogico in cui l'educazione corporea è considerata principio dinamico di ogni azione educativa e l'azione l'unica forma di linguaggio che permette di comunicare con le persone svantaggiate.

Zanibelli Gf.
Elementi fondamentali di psicomotricità
Piccin, 1978.

Edizioni Centro Studi Erickson

 

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