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Recensione Psicomotricità 342Anne-Marie Wille
L’inibizione psicomotoria
Napoli, Cuzzolin Editore, 2008
Anne-Marie WiIIe non finisce mai di stupirci per la sua inesauribile attività scientifico, sostenuto do una costante sete di ricerca. Ecco un nuovo libro che affronta il tema dell’inibizione Psicomotoria con il rigore scientifico che caratterizza le modalità di approccio dell’Autrice, ma arricchito dalla sua profonda sensibilità verso il bambino e le sue difficoltà.
L’argomento era già stato brevemente trattato nel suo precedente libro, Manuale di terapia psicomotoria dell’età evolutiva, ma ora il tema viene approfondito in tutti i suoi aspetti e in tutte le sue correlazioni esperienziali, restituendoci una visione dettagliata delle implicazioni relative che possono averlo determinato e un orientamento sull’impostazione terapeutica.
Come sempre, traspare la vasta competenza di Anne-Marie in vari ambiti e, in particolare, in quello neurofisiologico e neuropsicologico. Nelle prime pagine si affrontano il processo psichico di adattamento comportamentale tra il sistema attivatore e quello inibitore dell’azione, le relative dinamiche e i consequenziali adattamenti corporei.
L’inibizione Psicomotoria non viene inclusa nei gruppi sindromici, ma è considerata una risposta del Sé a livello emozionale tradotta in termini motori; è pertanto un complesso sintomatologico che può costituire una caratteristica costante della personalità (inibizione di fondo) o una modalità di risposta in determinate e particolari situazioni (inibizione di superficie).
Importanti sono le riflessioni fatte per la valutazione psicomotoria e in particolare per l’impostazione terapeutica, a seconda del prevalere nell’ambito psicomotorio dell’adattamento dipendenza dal modello o di inglobamento o di inerzia. L’Autrice considera i primi due comportamenti ravvisabili anche in bambini e adulti sani, mentre l’inerzia non è riscontrabile nella norma evolutiva.
Vengono riprese nel capitolo dedicato alla terapia le sue caratteristiche fondamentali: la sensibilità sintonica con il bambino, il rispetto della sua spontaneità, la capacità creativa, la dinamicità e variabilità della conduzione in rapporto al processo terapeutico e la continua attenzione all’interazione corporea con il bambino. Negli ultimi tre capitoli si espongono tre casi di conduzione terapeutica che completano e chiariscono i principi teorici. Questo libro, importante per terapisti e nel contempo arricchente per psicologi e neuropsichiatri infantili, apporta nuovi elementi alla conoscenza delle dinamiche relazionali, all’identificazione degli obiettivi e alle possibili consequenziali impostazioni terapeutiche.

Prof. Roberto Carlo Russo

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