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Recensione 47Giovanna Gison, Andrea Bonifacio e Ermelinda Minghelli
AUTISMO E PSICOMOTRICITÀ
Strumenti e prove di efficacia nell'intervento neuro e psicomotorio precoce
Trento, Erickson, 2012
Accolgo con sentimenti di apprezzamento e soddisfazione il lavoro dei colleghi Gison, Bonifacio e Minghelli, impegnati da anni nel trattamento di bambini affetti da disturbo dello spettro autistico in età precoce. Il testo è frutto dell’elaborazione della loro pratica clinica in quello che hanno definito «modello OPeN». Ritengo importante una prima considerazione: da alcuni anni il tema «autismo» è all’ordine del giorno della ricerca, dei convegni e del dibattito scientifico e sociale. Ora anche i Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva dicono la loro (ricordo come recenti rilevazioni pongono il trattamento psicomotorio tra quelli maggiormente utilizzati nei casi di autismo sul territorio nazionale), raccogliendo e sistematizzando in un testo non l’ennesimo «metodo per l’autismo», ma la proposta di un modello di lavoro che dà ragione delle proprie procedure e si doto di strumenti di verifica validati. Inoltre il volume Autismo e psicomotricità mi sembra particolarmente riuscito per altri due aspetti:
    - nella struttura rigorosa, continuamente tenuta in equilibrio tra gli apporti teorici fondati sulle ricerche più avanzate, le peculiarità specifiche dei     soggetti in via di sviluppo, l’esperienza clinica con i piccoli in trattamento;
    - nelle caratteristiche innovative della scheda di valutazione proposta (Scheda di Osservazione Neuropsicomotoria/SON) e, in particolare, nella logica che regge l’assegnazione dei punteggi, individuando non tanto la presenza o meno di una funzione, ma soprattutto il processo evolutivo in corso rispetto alla singola acquisizione. Accanto a ciò viene posta in particolare risalto l’attenzione al significato delle facilitazioni e strategie messe in atto dal terapista, intesi non come elementi di interferenza, ma come veri e propri indicatori dei potenziali di sviluppo.
Parlavo anche di un sentimento di apprezzamento perché l’intervento neuropsicomotorio, così come articolato dagli autori, finalmente si confronta con il mondo della riabilitazione «ad armi pari», accettando il terreno della Medicina Basata sull’Evidenza, senza per questo tradire le proprie feconde radici. L’attenzione che gli autori portano alla rigorosa analisi dell’azione del bambino, sforzandosi di non scorporarla mai dall’attitudine dell’adulto che interagisce con lui, comincia a rispondere a questioni fondamentali della riabilitazione in età evolutiva.
Esprimevo poi soddisfazione come componente del Direttivo ANUPI, perché i seminari itineranti che l’Associazione ha promosso sul tema autismo non solo sono stati fonte di confronti e contributi decisivi, come ricordano gli autori nell’apertura del quarto capitolo, ma trovano anche nel testo stesso la sua possibile proiezione futura. Infatti è forte il carattere di strumento di lavoro di questo libro. Non certo come «eserciziario», ma, soprattutto, in quello spirito che ispira tutta la trattazione e che gli autori bene riassumono: «La questione più importante sulla quale ci si deve periodicamente interrogare riguarda la capacità di restituire a tutti i soggetti implicati, compresi gli operatori, un senso di efficacia che produca una spinta ulteriore al cambiamento e alla trasformazione».
Possiamo pensare allora a quest’opera come un punto di partenza perché il lavoro dei TNPEE (condiviso con famiglie e insegnanti) con bambini affetti da disturbo dello spettro autistico in età precoce possa diffondersi secondo procedure condivise e confrontabili. La conseguente possibilità di raccogliere dati sempre più significativi e produrre valutazioni di efficacia tali da permetterne la giusta valorizzazione nell’ambito degli interventi d’ispirazione evolutiva permetterà di aggiungere un tassello a quella costruzione di nuove e sempre meglio orientate risposte alla complessità e varietà dei problemi che una patologia così importante comporta, come auspicato dalle Linee Guida dell’istituto Superiore di Sanità.
Infine vorrei evidenziare come il libro si apre con l’introduzione di due persone molto importanti per la neuropsicomotricità italiana: Eugenio Ghillani, primo presidente ANUPI, e Vittorio Gallese, illustre neuroscienziato che ha spesso onorato del suo contributo la riflessione scientifica dell’Associazione. Si chiude con la ricerca realizzata da giovani operatrici (TNPEE e Psicologa) sulla validazione della Scheda Osservativa: un ponte consapevole tra una storia e un futuro.

di Giulio Santiani

Edizioni Centro Studi Erickson

 

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