logo_anupi_sanita
logo_anupi_educazione

Daniel J. Siegel

Mindfulness e cervello

Milano, Raffaello Cortina, 2009

 La mindfulness,  nel senso più generale  del termine,  riguarda  il risveglio da una vita vissuta in modo automatico e l’essere sensibili alle novità delle nostre esperienze quotidiane.
Siegel in questo libro ci conduce attraverso un viaggio che ha come meta il raggiungimento di un equilibrio emotivo,  che permette  di conseguire uno stato di benessere inteso come processo di integrazione tra ciò che è noto e ciò che è ignoto.
Il benessere, sostiene Siegel, è la capacità di attivare  un processo di interazione  tra le FACES in modo Flessibile, Adattivo,  Coerente, Energetico, Stabile, definendo quindi la mindfulness come una struttura polifacetica.
Il Sé è il motore  di questo processo che permette  lo sviluppo  dello stato di benessere attraverso  la mo- dulazione continua tra maturazione  del sistema nervoso ed esperienze intra-individuali e ambientali.
Affinché  questa integrazione  sia possibile ed emerga sono indispensabili  per Siegel due condizioni:
– la prima è che le strutture cerebrali (parte destra e sinistra del cervello, aree cerebrali intra-emisferiche, neocorteccia e amigdala), le funzioni mentali e le esperienze relazionali  siano connesse in modo interattivo;
– la seconda è che si riesca a rompere  quel condizionamento,  che è insito nel funzionamento  del sistema nervoso di base, che per facilitare  modalità adattive all’ambiente, come ben spiega Damasio nell’Errore  di Cartesio (1996),  cerca di interpretare la realtà attraverso una precoce attribuzione di significato alle esperienze, stabilendo filtri che riducono ciò che possiamo realmente vedere per favorire modelli percettivi che anticipano la conoscenza del vecchio già ordinato  in categorie concettuali.
Siegel definisce questa modalità  del cervello,  che sceglie per noi, un funzionamento «dall’alto verso il basso» e individua  invece nella mindfulness  la modalità  di essere nel momento  presente  e di fare  quindi  esperienze  «dal basso verso l’alto».
Anche Segal propone questa visione quando afferma  che la pratica della mindfulness presuppone un’attenzione  e una curiosità che permettono  alla persona  di accettare  qualsiasi  cosa accada senza giudizio.  La pratica  della  mindfulness  si propone,  infatti,   di aiutare  a sostituire  nella  vita  quotidiana comportamenti  reattivi,  automatici  e distruttivi  con scelte consapevoli e appropriate  al contesto attraverso  l’acquisizione  di tre abilità  fondamentali: ancorarsi al momento  presente; riconoscere i pensieri in quanto tali e non considerarli dati di fatto; superare la tendenza all’evitamento  esperienziale. Siegel nella prima parte del suo libro spiega come un approccio mindful  all’educazione  e alla formazione entra nell’ottica tutoriale che mette  al centro lo studente coinvolgendolo in modo attivo. «Il coinvolgimento attivo dello studente nel processo di apprendimento  consente all’insegnante  di unirsi, come esploratore attivo, nel viaggio di scoperta dello studente» (p. 26).
Siegel, inoltre, afferma  che un approccio mindful  si è dimostrato  anche un approccio terapeutico  efficace, in quanto si è visto che, ai fini dell’efficacia del trattamento,  gioca un ruolo importante  la posizione mindful  del terapeuta. È quindi fondamentale  un approccio mindful  per formare  non solo terapeuti, ma anche terapisti,  predisposti ad assumere una posizione mindful,  capaci quindi  di stare nel qui e ora, con un ascolto attivo  nei confronti  del paziente. Alla formazione  mindfulness  Siegel dedica la seconda parte del libro  in cui racconta, disegnandola  verbalmente,  così da coinvolgere attivamente il lettore,  la sua esperienza  nel processo dalla  sensazione alla consapevolezza.  «Il ruolo  della consapevolezza  mindful  è quello di permettere alla mente di “discernere” la natura della mente stessa, risvegliando   la persona  agli  insight,  per cui le idee preconcette  e le reazioni  emotive  sono incarnate  nel pensiero e nelle risposte riflessive che creano distress interno» (p. 79). Il processo di formazione alla consapevolezza fa raggiungere una consapevolezza mindful,  che permette  di disinnescare gli automatismi e riduce la schiavitù dell’elaborazione  dall’alto  verso il basso.
La terza parte del libro inizia con la presentazione di cinque questionari, assemblati indipendentemente l’uno dall’altro e finalizzati a valutare l’esperienza soggettiva della mindfulness. Il questionario di autovalutazione 5-FACET M, che viene illustrato  nel quinto  capitolo,  misura tutte e cinque le componenti della mindfulness identificate:  Osservazione, Descrizione, Azione consapevole, Non giudizio, Non reattività,  ed è già stato presentato in questa rivista nel numero di marzo 2010 (pp. 23-24).

Edizioni Centro Studi Erickson

 

logo-erickson

 

Acquista su erickson.it

ANUPI TNPEE è su Facebook

Vuoi ricevere i nostri aggiornamenti sul tuo profilo Facebook? Clicca qui …

 

ANUPI Educazione è su Facebook

Vuoi ricevere i nostri aggiornamenti sul tuo profilo Facebook? Clicca qui …

 

Go to top